Perché si raccontano favole, fiabe e novelle?

Nate come mezzo di difesa per vincere il male, che circonda l'essere umano e con cui è costretto a combattere, col bene.

Da che mondo è mondo i bambini hanno udito narrare storie di giovani eroi, di orchi e di streghe, di geni, di folletti e di fate, di animali parlandi ora buoni ora cattivi, ora furbi ora sciocchi, di personaggi leggendari che hanno compiuto meravigliose imprese.

I motivi per cui sono nati vanno cercati nelle condizioni di disagio e d’estrema precarietà proprie dell’umanità primitiva. Alle scarse possibilità di sopravvivenza, ai pericoli ed all’inclemenza degli elementi, a tutto quel vario insieme di forme a cui gli antichi davano il nome del “male”, si dovevano opporre altrettanti mezzi di difesa. Uno di questi sono, appunto, le favole, le fiabe e le novelle. In esse scorgiamo, infatti, impersonate dagli orchi e dalle streghe, le cieche forze della natura con le quali l’uomo, da sempre, è costretto a combattere, e, rappresentate da fate e geni buoni, le più antiche credenze magiche nelle quali l’uomo ha trovato aiuto e conforto nella impari lotta.

La favola è un racconto breve che ha come protagonisti degli animali che interpretano un tipo umano facilmente riconoscibile, e contiene un messaggio morale, cioè vuole offrire un ammaestramento di vita.

La fiaba è una storia che si sviluppa grazie all’intervento di molti personaggi, ora reali ora del tutto fantastici.

La novella è un racconto di fatti notevoli che sono o potrebbero essere avvenuti.

Parola di Minions
Ma quindi vuoi dirmi che Babbo Natale non esiste?
Tatata bala tu!
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